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76° OPEN D’ITALIA

76° OPEN D’ITALIA

Il titolo all’austriaco Bernd Wiesberger e due top ten per l’Italia

Due giri senza bogey e soltanto cinque colpi persi in tutto il torneo hanno fatto la differenza sulle diciotto buche dell’Olgiata di Roma, che hanno concesso un meno 16 al vincitore Bernd Wiesberger (268, 66-70-67-65) e speranze a tratti a non pochi altri. Matthew Fitzpatrick in testa. Mentrel’austriaco partiva per l’ultimo giro tre colpi indietro, leaderdopo tre round era il venticinquenne inglese numero 31 al mondo: poco incisivo sulle prime buche, poi due colpi persi alla nove e costretto a inseguire fino alla 17, dove l’eaglemancato di un soffio lo avrebbe rimesso in corsa. Si sono persi per strada giocatori come Justin Rose, che con  il miglior giro finale (64) ha voluto cancellare il 78 di sabato; il campione open Shane Lowry, gli inglesi Paul Casey, Luke Donald e IanPoulter, che questo Open lo aveva già vinto due volte.

Wiesberger, viennese di 34 anni, mette a segno la sua vittoria numero sette, la terza quest’anno (in Danimarca in maggio, in Scozia in luglio) e con l’Open d’Italia sono due Rolex Series di fila, ricche gare da 7 milioni di dollari che lo portano in testa alla Race to Dubai. Niente male dopo uno stop di sette mesi nel 2018 per una mano infortunata. Intanto incassa oltre un milione di euro, scala il ranking mondiale (ora è numero 22) e guarda con fiducia alla prossima Ryder Cup.

Senza Francesco Molinari, atteso inutilmente al gran finale dell’Open azzurro e uscito di scena per un gioco da rivedere in diversi reparti, l’Italia ha avuto comunque i suoi eroi. Un settimo posto per Francesco Laporta (275 colpi, -9), ventinovenne pugliese che ha tenuto testa a molti campioni (tra cui il vincitore Masters, Danny Willett, in campo con lui nel finale): emozione, putter caldo e un gioco solido per un’incursione sul tour maggiore da incorniciare. Laporta gioca infatti nel Challenge, dove ora torna a concentrarsi per le gare finali e per portarsi in pianta stabile al livello più alto. Ha fatto sognare il romano Andrea Pavan, che all’Olgiata ha fatto da bambino le sue prime 18 buche. Per lui 276 colpi, otto sotto il par per il torneo e decimo posto: «Mi sono dato ottime chance in una settimana importante, bei ferri (uno imbucato per l’eagle) e qualche incertezza dal tee, ma su una top tenavrei messo la firma». Sotto il par hanno chiuso anche Nino Bertasio (34esimo con -3), Edoardo Molinari (40° con -2), Guido Migliozzi e Renato Paratore (48esimi con -1). L’Open d’Italia torna il prossimo anno a Roma (Olgiata e Nazionale sembrano essere le opzioni in attesa del nuovo Marco Simone) dall’8 all’11 ottobre.